Le dodici palline blu cobalto erano meravigliose e lui restava lì a guardarle ammirato e sognante.
Era un anno, forse due che le rimirava.
Erano palline magiche, pensava, così magiche che…
se ne lancio una in aria questa… torna giù
se la faccio rotolare questa… rotola
se la metto in bocca ha il sapore… non ha sapore.
se le tengo tutte in tasca fanno il classico rumore di dodici palline blu cobalto in una tasca.
Magari sono appartenute ai dodice re delle docdici tribù del fantastico Regno della Dozzina magica.
Magari ognuna è il sogno di una principessa rimasta prigioniera di qualche stregone, un messaggio d’aiuto o un messaggio d’amore per uno dei dodici principi delle costellazioni.
Brillano e se spengo la luce… non le vedo più
Sono fredde e se le scaldo… si scaldano
Sono molto scaltre lì ferme e silenziose… immobili.
Sono rotonde e all’apparenza prive di difetti ma a guardarle bene si notano dei graffi.
Magari sono una per ogni bambino che ha cercato di comprenderle ed ora da qualche parte c’è un bambino che ha 13 palline blu cobalto che sta rimirandole meravigliato chiedendosi a chi sono appartenute e allora improvvisamente i bambini sono milioni di miliardi ognuno con tante palline quanti sono i bambini che le stanno ammirando in un infinito gioco di specchi. Il vero senso di tutto ciò.
Magari sono universi interi che sono finiti nella mia tasca e senza redermi conto porto con me infiniti,
Sono dodici palline blu cobalto e sono nella mia tasca e non le faccio vedere a nessuno.
Ognuna una magia che aspetta di essere scoperta.
Ognuna un sogno che aspetta di essere sognato.
Ognuna una risata che aspetta in un cassetto.
Ognina una lettera a babbo natale, polo nord.
Sono le mie palline.
Me le ha date papà prima di partire.
Quando tornerà ne parlerò con lui.
E’ un anno, forse due che le guardo ammirato e sognante.